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A Milano da domani 4 a giovedì 10 maggio 2013 il Festival del Cinema africano, d’Asia e dell’America latina propone la sua rassegna ormai storica per gli appassionati del cinema del sud del mondo: unico festival in Italia interamente dedicato alla conoscenza della cinematografia, delle realtà e delle culture dei paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. Oltre 50 nazioni rappresentate, circa 80 tra film e video proiettati.

La 23^ edizione del Festival propone quest’anno (oltre alle consuete sezioni lungometraggi, documentari, cortometraggi,…) una nuova sezione: Films That Feed, il cibo dell’uomo, in linea con il tema Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

“…sezione cinematografica che vuole dare voce al cinema d’autore, alla creatività dei registi – la maggior parte provenienti da Africa, Asia e America Latina – per volgere uno sguardo non convenzionale, con tempi e spazi soggettivi, con glamour ma non solo, con contaminazioni di approcci, nel rispetto di tradizioni e innovazioni, sui temi del cibo e dell’alimentazione, dalle eccellenze della gastronomia alla sicurezza alimentare, dalla produzione agricola sostenibile alla preservazione dell’ambiente e delle risorse idriche.”

L’offerta è divisa in menu:

Menu contadino: A galinha que burlou o sistema di Quico Meirelles, dove una gallina prende consapevolezza del suo destino di pollo da allevamento e decide di cambiare il corso degli eventi; Terre verte di Boubacar Gakou, che dà voce ai contadini del Mali.

Menu creativo: Agua bendita di Octavio Guerra, ambientato tra Nicaragua e Costa Rica, sulla messa in scena di uno “spettacolo teatrale” di strada in un villaggio per sensibilizzare gli abitanti sull’importanza vitale dell’acqua.

Menu dessert: Semisweet: Life in Chocolate di Michael Allcock sulle mille facce del cioccolato: eccellenza artistica, deriva new age, sfruttamento turistico e minorile.

Menu gourmet: Perú sabe: la cocina, arma social di Jesus M. Santos, presentato alla Berlinale 2013, che segue due famosi cuochi internazionali, Ferran Adrià e Gastón Acurio in un viaggio attraverso il Perù e la sua cucina, strumento di emancipazione e costruzione del futuro per i giovani; Jiro Dreams of Sushi di David Gelb, che ci racconta la storia di un cuoco filosofo, lo chef di sushi più bravo del mondo, che si è guadagnato tre stelle Michelin ma continua a lavorare nel suo ristorante in una stazione della metropolitana di Tokyo.

Menu ragazzi : The Orange Suit di Dariush Mehrjui, commedia iraniana che racconta la storia di un fotoreporter che si appassiona al feng shui e scopre la sua “anima green” fino a diventare netturbino.

Menu tradizionale: Have You Seen the Arana? di Sunanda Bhat, alla scoperta del Kerala e delle sue tradizioni culturali e agricole, della medicina tradizionale e della lotta per la difesa della biodiversità; sempre dalla Berlinale Couscous Island di Francesco Amato e Stefano Scarafia, girato in Senegal sul presidio slow food del cous cous di miglio; la magia della cucina comunitaria più grande del mondo nel tempio Sikh di Amritsar in Himself He Cooks di Valérie Berteau e Philippe Witjes.

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