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Ultimamente, in occasione dell’importante avvenimento qual è EXPO, si sono moltiplicati mostre, convegni ed eventi che descrivono e dimostrano quanto sia fondamentale il rapporto che intercorre tra il cibo e tutte le culture. Ben vengano tutte queste iniziative sperando che poi, chiusa la manifestazione, non si passi ad altro evento che faccia da cassa di risonanza, dimenticando che lo scopo di EXPO 2015 sarà stato quello di approfondire sì il rapporto tra l’uomo e il cibo oggi, ma di proiettarlo anche nel futuro cercando di risolvere i problemi legati all’alimentazione che affliggono gran parte dell’umanità.

Una delle mostre più interessanti sull’argomento del cibo focalizzata sulle consuetudini alimentari e produttive dei più importanti popoli antichi che vissero in Italia si può visitare ad Asti a Palazzo Mazzetti ed è aperta fino al 5 luglio. (www.palazzomazzetti.it)

Nuova immagine bitmapAlle origini del gusto. Il cibo a Pompei e nell’Italia antica.

La mostra si avvale dei contributi in gran parte provenienti dall’area vesuviana e delle collaborazioni della Soprintendenza per i Beni archeologici di Salerno, Avellino, Caserta, Pompei, Ercolano e Stabia, Napoli e il comune di Asti. Lo scopo è di divulgare le conoscenze storiche che riguardano l’assunzione del cibo e delle pratiche alimentari, aiutando a comprendere la cultura e le regole sociali di quei popoli che ora chiamiamo “diversi”. Per stimolare il coinvolgimento e il dialogo con il pubblico i curatori della mostra hanno puntato su un allestimento tecnologico e innovativo che comporta: fondali computerizzati, olografie, raffinate animazioni, suoni e perfino odori.

Nei prossimi mesi sarà inoltre allestita nei siti archeologici di Pompei una mostra di archeologia alimentare, dove saranno esposti dei reperti recuperati durante diverse campagne di scavo; il gruppo di lavoro dei tecnici del Laboratorio di ricerca e della facoltà di Agraria a Portici ha studiato i frammenti alimentari carbonizzati ritrovati: semi, spezie, piante, frutti, pane, compiendo un’operazione di recupero della cultura enogastronomica dell’area pompeiana. Queste testimonianze descrivono un popolo di contadini all’avanguardia rispetto ai loro tempi, probabilmente dovuta alla commistione delle popolazioni e delle diverse culture che operavano a Pompei.

Notizie ricavate dal Corriere della sera dell’8 marzo 2015.

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